sabato 3 agosto 2013
La storia di Valle ve la raccontano le farfalle, il mare, i dinosauri...
Dizionario del dialetto di Valle d’Istria
Il Dizionario del dialetto di Valle d’Istria è il primo tentativo di
organizzazione lessicografica del dialetto di Valle, piccola borgata
situata nell’Istria sud-occidentale. La parlata di Valle d’Istria è
priva di documenti scritti e serve solo alla comunicazione in seno alla
famiglia ed entro le mura del paese. La forma originaria di questo
idioma non resistette a lungo alla pressione delle lingue limitrofe ed
oggi la sua esistenza è seriamente minacciata dalla pressione
concentrica esercitata su di esso dalle varie altre parlate. Questo
lavoro vuole essere una testimonianza e un recupero all’indagine
scientifica di questa parlata. Nel dizionario sono raccolte ben circa
cinquemila parole. Alla fine per dare una visione più concreta
all’idioma è stata aggiunta un’appendice di testi dialettali e la
congiunzione dei verbi. Nel testo sono presentati anche quattro disegni
di scorci della piccola borgata di Valle fatte dall’ing. Riccardo
Paliaga di Rovigno.
Valle(Balle), Istria
La cittadina con strette viuzze lastricate in pietra sopra le quali sorgono vecchi edifici collegati da volte, conserva molte storie. Qui ogni pietra sussurra e fa sembrare loquace anche l’aria. Sin dai tempi preistorici, svela i segreti dei dinosauri, dell'epoca romana conserva leggende sul vecchio castrum mentre il suo splendido palazzo ricorda Casanova, i suoi amori e la vita sontuosa vissuta in queste dimore ... Valle si trova sulla costa occidentale dell'Istria, su una collina chiamata Mom Perin, divisa dalla costa incontaminata da ulivi, vigneti e la macchia mediterranea. Il centro storico della cittadina è protetto dalla legge per il valore storico e architettonico degli oggetti sacri, come la chiesa parrocchiale di San Giuliano con il sarcofago del ottavo secolo, le porte cittadine, strade circolari in pietra e gli edifici con elementi della gotica veneziana dove spicca il palazzo Bembo il quale è stato poi restaurato. Valle è conosciuta anche come città delle farfalle. In questa zona ci sono circa 400 specie di farfalle, alcune delle quali sono in via d’estinzione. La sua lunga costa incontaminata è la parte più bella e più pulita della costa occidentale dell'Istria. Vi è anche una riserva ornitologica Palud, dove attualmente vivono 217 specie di uccelli. La costa di Valle è diventata famosa dopo le recenti scoperte di resti fossili di dinosauri e altri animali preistorici del periodo Mesozoico (130 milioni di anni fa) nella baia di Porto Colone. A causa della scoperta di questo luogo che secondo alcuni è una delle più grandi dimore di dinosauri scoperte in Europa, si sta organizzando il museo paleontologico in cui saranno conservati i fossili ed esposti agli ospiti di questa cittadina unica.Valle è la casa e la scenografia di importanti artisti che nei mesi estivi ritornano condividendo con la città e i suoi ospiti le loro storie. Sprigionando bellezza e l’infinità in ogni sua parte, Valle offre un'esperienza indimenticabile. Storia di ValleLa storia di Valle risale a tempi antichissimi. Prima dei Romani vi era il forte preistorico. I documenti storici, resti di edifici romani, monete di bronzo e altri reperti testimoniano che Valle ha avuto un ruolo di forte romano. Caio Palcrus fondò Castrum Vallis per difendere da frequenti attacchi dall'interno della popolazione vicina le saline e le vie che da Pola portavano a Parenzo. Nel Medioevo il castrum romano divenne cittadina fortificata da cinta muraria sotto il potere della nobiltà di Aquileia, e fu menzionata per la prima volta nel 983. La città di Valle prima cadde sotto il dominio bizantino, poi sotto il governo dei Longobardi, poi sotto quello di Pipino e suo figlio Carlo Magno, nel 1332 cadde sotto la Repubblica di Venezia per poi essere dominata dal potere austriaco e francese.Il palazzo fu originariamente proprietà della famiglia veneziana dei Soardo mentre nel XVII secolo la famiglia Bembo ne prese il potere. Rappresenta la più grande attrazione turistica a Valle e il centro degli eventi della vita sociale. La facciata in stile gotico-rinascimentale, con balcone centrale e le quadriforme, è stata completamente conservata. Oggi questi spazi vengono utilizzati dalla Comunità degli Italiani per le varie attività culturali ed artistiche. La loggia cittadina, il fontico cittadino (magazzino del grano) e il Palazzo del Pretore, che risalgono al periodo medievale e oggi rappresentano le perle di eredità da ammirare e visitare. ColoneNel 1985 il sommozzatore italiano trovò sul fondo marino del golfo di Porto Colone i resti fossili di dinosauri, in particolare resti del brachiosauro vissuto 130 milioni di anni fa il quale cresceva fino a 25 metri di altezza. Le ossa di dinosauri e altri animali preistorici dell'era mesozoica sono state trovate nel 1992. Gli scienziati credono nell’esistenza di una grande catastrofe naturale la quale eliminò i dinosauri, e si tratta probabilmente di un grande "cimitero". La morte di massa e calamità naturali hanno conservato bene fino ad oggi i resti fossili, e si presume che anche alcune ossa potrebbero appartenere ad una specie di dinosauro finora sconosciuta. Nel futuro prossimo è in programma la costruzione di un parco paleontologico e di un museo.RaccomandiamoCastello Bembo - originariamente appartenuto alla famiglia dei Soardo per poi nel 1618, con il matrimonio di Veronica Soardo e Alvise Bembo, passare in proprietà della famiglia Bembo. Durante la ristrutturazione nei sotteranei sono stati ritrovati oggetti dell'età del bronzo. Il palazzo fu costruito utilizzando la cinta muraria e due torri. Sopra la porta si trovano il leone veneziano del 1445, lo stemma della famiglia Bembo e l’orologio solare. A causa della sua vulnerabilità il centro storico fu protetto da tre cinta murarie e una decina di torri.Chiesa parrocchiale di San Giuliano – grande edificio in pietra bianca del 19esimo secolo, fu costruita sulle rovine della Basilica del nono secolo. Nella cripta trasformata in lapidario si possono vedere i resti degli edifici più vecchi. Nella chiesa si trova un sarcofago in pietra del 8 secolo decorato con un rilievo pre-romanico, il Crocifisso romanico di legno, una statua della Madonna di Mon Perin del 15esimo secolo e altri oggetti di valore liturgico. Il campanile alto 36 metri è molto antico ed è stato ristrutturato nel 1856. Chiesa dello Spirito Santo, del 15esimo secolo, con tetto ricoperto in pietre e resti di affreschi tardo gotici Chiesa di Sant'Antonio Abate, del 14esimo secolo, la sua pianta è a forma di croce latina Chiesa di St. Elia, detta anche Concetta, è un edificio pre-romanico, ricostruita nel 14esimo secolo. Santa Marija piccola e Santa Maria grande - con rovine della omonima chiesa e il monastero Golfo Colone - resti di una villa romana del 14esimo secolo e la chiesa di San Giacomo Golfo di San Polo - resti di ville romane e la Chiesa di San Paolo Palud - riserva ornitologica, con 217 specie di uccelli registrati. Alcuni di essi sono molto rari e quindi Palud è per gli amanti degli uccelli una straordinaria fonte di soddisfazioni. EventiValle è una città di artisti, e oltre all'offerta culinaria offre anche eventi culturali, come concerti jazz e varie mostre nelle numerose gallerie.Castrum Vallis - mostra internazionale di dipinti di artisti famosi, ha luogo nel mese di luglio o agosto La notte di Valle - la tradizionale festa segnata da canti, danze, feste popolari e locali, specialità culinarie e si svolge il primo sabato di agosto La Festa dell’Assunzione di Maria è celebrata il 15 Agosto |
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I campeggi di Valle d'Istria
Camping San Polo **
Trascorrete una vacanza spensierata nel campeggio
“San Polo”. In una splendida pineta a pochi metri dal mare, potrete
trovare il vostro angolo di pace, lontano dal caos della città, con a
disposizione una spiaggia lunga ben 9 chilometri. Cogliete l’occasione
d’affittare una casetta mobile e lasciatevi alle spalle ogni stress, per
una vacanza alla scoperta dei piaceri della natura.
Camping Colone **
Il campeggio “Colone” si trova a metà strada tra Pola
(Pula) e Rovigno (Rovinj) a circa sei chilometri dall’incantevole
comune di Valle (Bale), avvolto in un paesaggio pressoché incontaminato.
Potrete trascorrere le vostre vacanze scegliendo tra le splendide
piazzole poste in riva al mare dotate di tutti i comfort, trovando il
vostro angolo di pace all’ombra dei numerosi lecci e pini che crescono
rigogliosi lungo tutti i cinque chilometri di spiaggia del campeggio.
Comunità degli Italiani di Valle
Indirizzo del sodalizio
Castel 1,
52211 Valle-Bale
Recapiti
tel 052/824-184
fax 052/824-184
mail info@ci-valle.com
Presidente della Comunità
Rosanna Bernè
Vicepresidente della Comunità
Fabrizio Fioretti
Castel 1,
52211 Valle-Bale
Recapiti
tel 052/824-184
fax 052/824-184
mail info@ci-valle.com
Presidente della Comunità
Rosanna Bernè
Vicepresidente della Comunità
Fabrizio Fioretti
Dopo i conosciuti e tristi eventi storici che accaddero in Istria al termine della seconda guerra mondiale, Valle si ritrovò con una popolazione decimata dall'esodo e soprattutto con una gran confusione etnica, culturale e politica. Erano passati più di duemila anni dalla fondazione di Valle da parte dell'Impero Romano e settecento dall'adesione alla Serenissima Repubblica di Venezia attraverso i cui domini presero vita e si svilupparono il nostro tipico dialetto, il nostro modo di essere e le nostre tradizioni. Dopo il '45 quindi, Valle si ritrovò in un nuovo mondo: un mondo che guardava con indifferenza e con spregio al nostro modo di essere e che pretendeva di sostituire la nostra cultura millenaria con una lingua ed una nuova cultura che storicamente non ci appartenevano.
Come prima conseguenza a questa nuova situazione vennero imposti nuovi nomi alle nostre vie: dagli antichi toponimi vallesi come Borgo, la Musa, Sant'Elena, la Grisa, le Grote si è passati a nomi come Kardeljeva o Zagrebacka (oggi fortunatamente ripristinati) e, come se non bastasse, si pretendeva di mutare i nostri vecchi cognomi con quelli più consoni alla nuova realtà linguistica. Tuttavia, come logica e spontanea risposta a questa violenza culturale, nel settembre del 1947 tre giovani e coraggiosi vallesi ovvero Giovanni Obrovac-Zaneto, Pasquale Cuccurin e Domenico Cernecca diedero vita alla Comunità degli italiani di Valle. Le domande che si erano posti allora erano: Che cosa ne sarà delle nostre tradizioni? Che fine farà la lingua vallese? I nostri figli potranno parlarla oppure dovranno dimenticarla? Ma non solo: bisognava dimostrare la nostra appartenenza alla nostra madre patria italiana; bisognava preservare quei canti e quei balli che avevano riecheggiato per secoli lungo le calli del borgo vecchio; bisognava poi dimostrare che nonostante tutto una cultura non può essere cancellata nel giro di una notte. Da lì, da queste domande umili ma essenziali, si è andati avanti, dando vita ad abiti con odori particolari, odori di tradizioni; ritmi antichi e moderni si alternavano in lunghi pomeriggi di lavoro del gruppo ritmico e di quello folkloristico e giovani vallesi, fieri di dirsi tali, recitavano in lingua vallese i versi scritti da poeti cresciuti tra le mura medievali del borgo. Ma il tempo andava avanti e gli attivisti si alternavano: quelli che prima erano allievi diventavano maestri mentre i nuovi allievi erano i bambini dell'asilo e delle scuole elementari che, con la gioia negli occhi, provavano e riprovavano i passi dei nostri balli folkloristici coscienti del fatto di rappresentare la speranza ed il futuro della nostra cultura.
Le attività della Comunità degli italiani di Valle, nel corso della sua storia, divennero molteplici: oltre al già citato folklore ed alla ritmica, la Comunità si fece apprezzare anche con il suo gruppo di recitazione che portava in scena le vecchie storie e le vecchie barzellette vallesi riadattate ai tempi moderni. Inoltre man mano che passavano gli anni uscirono fuori veri e propri talenti della poesia dialettale vallese come Romina Floris e Sandro Cergna e si diede vita alla voce della Comunità d'apprima chiamata El calego de Mon Perin, poi La nustra voz n'piasa per finire con quella attuale ovvero El calego de Vale. Come se non bastasse prese vita anche il nostro coro che faceva conoscere in giro per l'Istria e per l'Europa i nostri antichi canti popolari.
Fare un elenco di nomi delle persone che hanno reso questa comunità un qualcosa di unico nel suo genere, è praticamente impossibile date le generazioni e gli attivisti che vi collaborarono.
Oggi la Comunità conta 420 iscritti, su una popolazione di 1000 abitanti, e le nostre attività sono tante: contiamo un gruppo folkloristico, che l'anno scorso ha festeggiato il suo XXXV anniversario, e che sta girando la Croazia e l'Italia; un gruppo folkloristico dell'asilo e della scuola elementare; abbiamo poi 3 gruppi ritmici, che ogni anno ottengono ottimi risultati nelle gare regionali di danza moderna. Tra le nostre attività annoveriamo anche un gruppo vocale, che tramanda le canzoni popolari, ed i gruppi vocali dei mini cantanti e dei maxi cantanti. Vi sono poi i gruppi sportivi della pallavolo maschile e femminile e del calcio a cinque.
Accanto al gruppo giornalistico, che quest'anno ha pubblicato un nuovo numero del periodico El calego de Vale, si sta formando il gruppo storico, con costumi d'epoca veneziana, formato da 40 persone che rappresenteranno i costumi e le tradizioni nelle varie rappresentazioni. La prima uscita è prevista il 1 maggio 2009, giornata del Comune di Valle e del Beato Giuliano Cesarello.
Tante, anzi tantissime per un nucleo così piccolo.
Manca solo la perla di Valle e l'orgoglio di ogni vallese, Castel Bembo. Ma noi ce la metteremo tutta e assicureremo in questo modo una continuità passando il testimone della staffetta a generazioni ben preparate che dimostreranno ancora una volta che è sulle spalle e le forze giovanili che si crea il futuro della Comunità nazionale, futuro di convivenza e tradizioni, futuro dove le parole son nato a valle e me ne vanto saranno ancora, come oggi, orgoglio e stima per chi le pronuncia.
Valle d'Istria
Sede di un antico
castelliere, il colle sul quale sorge Valle, che presidiava la via
Flavia, l'antica strada che univa Trieste a Pola, fu fortificato in epoca romana ed
era conosciuto come Castrum Valis o, molto più comunemente come Vallo.
Nel 1177 diede ospitalità a Papa Alessandro III in viaggio verso Pola e
nello stesso periodo il castello fu sottomesso ai vescovado di
Parenzo.
Nel 1420 Valle fu annessa alla Serenissima e fu dotata di uno statuto.
Spesso in lotta con le vicine terre Pisinesi devote all'Austria, Valle
subì nel 1616 l'assedio dei terribili banditi Usococchi resistendo con
successo per sei mesi. Nel 1797, capitolata Venezia, Valle fu annessa
all'Austria e perdette il suo status di comune divenendo borgo di
Rovigno.
Dopo il 1918 entrò a far parte del Regno d'Italia e dopo la seconda
guerra mondiale fu annessa alla dittatura jugoslava che agevolò l'esodo
della maggior parte degli autoctoni italiani dell'Istria. Oggi Valle, chiamata Bale,
fa parte dal 1991 della Croazia.
Più che un paese, Valle fu
un vero e proprio castello, circondato da alte mura merlate
quattrocentesche disposte su tre fila con ingressi contrapposti per
maggior difesa. Delle antica mura oggi si possono ammirare le vecchie
case addossate su di esse ed alcune cinte merlate. Il centro storico è
abbastanza ben conservato e presenta case in pietra in stile
gotico-veneziano tra le quali si diramano numerose stradine strette ma
ben lastricate nonostante il tempo. (*)
Massimo Barbo -
TuttoTrieste.net
Comunicare per esistere : la presentazione a Valle d'Istria e Dignano
Il Cenacolo del Gusto dell'Istria propone dall'8 al 10 agosto la presentazione delle iniziative di informazione
del progetto Comunicare per Esistere, in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Valle d'Istria e di Dignano. Agli incontri sono stati invitati i giornalisti e i comunicatori del mondo dell'informazione istriana.
del progetto Comunicare per Esistere, in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Valle d'Istria e di Dignano. Agli incontri sono stati invitati i giornalisti e i comunicatori del mondo dell'informazione istriana.
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